I TROTZKISTI ITALIANI E IL RIFLESSO DI PAVLOV CHE SI ATTIVA QUANDO C'E' L'UCRAINA IN BALLO
Partiamo da un dato indiscutibile: Lev Davidovic Bronstein detto Trotsky nacque a Bereslavka il 26 ottobre (oggi sarebbe, a causa della riforma del calendario che portò ad adottare in tutto il mondo il calendario gregoriano in luogo di quello giuliano, il 7 novembre) 1879.
Il villaggio in questione, che conta circa 140 abitanti ed all’epoca era conosciuto come Janovka, si trova nella parte centrale dell’Ucraina – esattamente nel distretto di Bobrinec facente parte dell’oblast (provincia) di Kirovograd – e dista circa 360 chilometri dalla capitale Kiev.
Questa premessa ci appare necessaria per comprendere la posizione di alcuni partiti italiani, ma non solo, di “estrema sinistra” – in particolare quelli che fanno riferimento ideologico al Giuda di cui sopra – che sembra attivino un riflesso di Pavlov ogni volta che qualcuno critica l’ex granaio di Europa.
Marco Ferrando, portavoce nazionale del PCL
Pensiamo al Partito Comunista dei Lavoratori (PCL), che arriva ad intestarsi l’unicità nel sostegno alla popolazione civile in contrasto al satrapo Vladimir Aleksandrovic Zelensky, ed al Partito di Alternativa Comunista (PdAC): entrambi sono convinti sostenitori della lotta contro la Federazione Russa.
Fabiana Stefanoni, responsabile delle politiche del lavoro del PdAC
Da quando Vladimir Vladimirovic Putin ha lanciato l’operazione militare speciale contro il regime dell’ex comico nativo di Krivoj Rog, questi assai poco “signori” sono impegnati con tutte le loro – per fortuna assai scarse – forze per raccontare la storia di questi ultimi anni a modo loro.
Lo fanno avvalendosi, certamente senza alcuna ufficialità, della collaborazione di un altro covo di trotzkisti: quello che si trova a Roma – in via Angelo Bargoni 8 – dove ha sede il quotidiano il manifesto, che non perde occasione per additare la Federazione Russa come la responsabile della guerra in corso.
Addirittura arriva – si veda l’articolo di Luca Oggionni, presente sull’edizione telematica di mercoledì diciannove agosto – ad accusare la Russia di reclutare illegalmente mercenari in Africa ed Asia, come se invece dall’altra parte non sia utilizzato alcun canale per ottenere manovalanza volontaria.
Pur di puntare il dito contro Vladimir Vladimirovic Putin ed i suoi collaboratori, la redazione del “quotidiano comunista” ritiene deontologicamente corretto denunciare i metodi di reclutamento utilizzati dagli uomini di Mosca, mentre non spende una parola per fare altrettanto nei confronti della campagna di accalappiamento organizzata da Kiev, utilizzando persino siti internet.
D’altronde, ci domandiamo cosa ci si possa aspettare dagli epigoni di chi, durante la seconda guerra mondiale, si schierò al fianco delle orde barbariche guidate da Adolf Hitler con l’obiettivo di provocare una rivolta nell’Unione Sovietica che portasse alla destituzione del compagno Stalin.
Bosio (Al), 20 agosto 2026
la Redazione del blog Pennatagliente
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